PRIME ESPERIENZE Spesso la prima assunzione di ketamina sembra essere stata innescata da fattori contingenti. Primo fra questi risulta la crescente esposizione dei soggetti all’offerta, unita talvolta alla temporanea impossibilità di reperire la propria droga di elezione. Quasi tutti l’hanno così sperimentata su consiglio di un consumatore esperto più o meno fidato, che ha fornito loro la sostanza e li ha accompagnati nel corso della prima assunzione. Per molti l’esito della prima esperienza è stato però poco soddisfacente. Nonostante l’assunzione di una modica quantità, molti hanno di fatto lamentato sintomi quali: difficoltà motorie, nausea e giramenti di testa. Altri sembrano invece non averne proprio riconosciuto gli effetti. In questo senso va ricordato che tutti erano già avvezzi all’uso di eccitanti. Sembra che, nonostante le conoscenze pregresse di cui erano in possesso, il fatto di assumere la ketamina per via aerea abbia talvolta predisposto negli assuntori un set caratterizzato dall’attesa ? più o meno consapevole ? degli effetti tipici delle sostanze precedentemente assunte attraverso quella modalità d’assunzione, ovvero cocaina e speed. Alcuni hanno affermato che l’esperienza deludente abbia costituito un’ulteriore conferma del già pesante pregiudizio sviluppato nei confronti della ketamina, che li ha quindi allontanati temporaneamente da successive assunzioni. Altri hanno invece riferito di come la prima esperienza abbia in qualche modo rotto un tabù, innescando ulteriore curiosità: la voglia di provare nuovamente la sostanza, di rimettere alla prova la propria capacità di gestirla. Spesso ripetere l’esperienza a distanza di tempo, in un setting protetto e alla presenza di poche persone conosciute, ha costituito un terreno più idoneo per familiarizzare con gli effetti. Oltre al fatto di non essere incorsi negli effetti collaterali precedentemente descritti, la connotazione positiva assegnata da alcuni soggetti alla prima esperienza pare esser derivata da una serie di percepiti vantaggi che hanno favorito l’eventualità di una seconda esperienza: •la novità dell’esperienza ketaminica rispetto a quelle derivanti dall’uso delle droghe già conosciute; •l’euforia e la disinibizione indotte da una modica quantità; •la brevità della durata degli effetti; •l’assenza di un vero e proprio calo psico-fisico conseguente all’episodio di consumo. Rispetto alle esperienze successive alla prima, pare che le esperienze successive alal prima siano state progressivamente valutate come positive con maggior frequenza. Quasi tutti i soggetti, nel giro di tre assunzioni, hanno trovato il loro modo di apprezzare la sostanza. Qualcuno ha semplicemente imparato a riconoscerne e gestirne gli effetti, qualcuno ha modificato alcune condizioni di assunzione.